Visualizzazione post con etichetta dubbi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dubbi. Mostra tutti i post

venerdì 30 marzo 2007

Sensibilità

La mia insicurezza e ipersensibilità mi porta a difendermi, ad attaccare, a volte essere maleducata, per difendermi.
Dopo che per tanti anni subisci tante cose, ad un certo punto dici BASTA. ORA NESSUNO MI FARÀ DEL MALE.
Le persone ipersensibili si devono difendere da quei panzer che passano sopra tutto e tutti.

venerdì 23 marzo 2007

In questi giorni l'argomento giornaliero di dialogo e l'unico di interazione inter-personale è UNO SOLO: Le fasce del Dottor Gibaud, i punti del Mulino Bianco e la graduatoria per entrare nella finale dei tuffi dal trampolino.

Bimbo dal trampolino con braccioliNota del blogger: l'unico a capire sarà Adamo.
Io mi muovo per preparare la tessera raccogli punti e poi qualcuno mi spingerà giù dal trampolino. Come fascia gradirei un pettorale che mi aiuta per la siluétte.

Insomma, non si sente parlare d'altro.
Ieri pomeriggio, ho dato consulenza psicologica ad una ragazza di 10 anni più giovane di me, che stava elencando tutte le provincie di Italia. Non potevo lasciarla in quello stato confusionale... ho provaro a farla ragionare, o almeno a dirle come la pensavo.
Siamo al quarto giorno ed ho già visto persone posate e tranquille dare in escandescenza. Deve passare 1 mese. Vi terrò informati sui casi di "esaurimento".
Ps: Una bella pancera del dottor gibeau... e chi mi ferma più?
Io a dirvi la verità, sarà che sono vecchia... ma prendo la cosa con ironia, anche se in realtà non c'è niente da ridere! cerco di stemperare la tensione e di alleggerire chi è preoccupato. Nel frattempo mi guardo, con piacere, i tuffi del Campionato mondiale -che mi piaciono un sacco- sapendo che ho regalato una risata o un sorriso a una giovane donna preoccupata per il suo futuro.

sabato 17 marzo 2007

E sembrava che tutto fosse lì per noi

Trenta trentini, andarono a Trento tutti e trenta trotterellando...

Mi hanno detto che sei di Trento, non so neanche il tuo nome.
Oggi ti ho seguito fino alla stazione. Il sole tramontava e tutti correvano da qualche parte in questo venerdì di primavera.
Mi fai sentire come se avessi 15 anni e questo un po’ mi spaventa.
Ti vedo, alla fine della lezione, che arrivi dal fondo della strada, in compagnia di una collega bassa e tarchiotta, potevo essere io quella lì. E ciò m’intristisce.
Sorrido al pensiero che possiamo fare cambio, tanto una bassa tarchiotta per l’altra...
Faccio in modo di deviare e mi superate lungo la strada, cammino tranquilla, stanca per questa settimana impegnativa, e intontita per un pomeriggio passato in una aula buia.
In realtà anche io vado alla stazione, non ti sto seguendo, non ti sto seguendo... ma sono contenta di poter fare la strada dietro a te, in realtà è bello camminare guardarti.

Gesticoli e parli, attraversi la strada, io mi lancio fra le macchine per non perderti.

Arriva il ponticello e tu ti fermi a guardare il torrente sotto, come faccio io tute le volte. Ti giri e mi vedi... io mi sento scoperta... d’istinto faccio finta di guardare il corso d’acqua che solo poche settimane fa era pieno di peschi grossi che nuotavano in un gruppo tanto numeroso da annerire l’acqua.

Sono stupida lo so. È il prezzo che dobbiamo pagare noi ragazze timide. Non voglio sentire il cuore battermi forte, e non voglio sentire la faccia accaldata. Non ho l’età.

Ma continuo a guardarti e a rimanere affascinata dalla tua camicia a scacchi che sventola al ritmo dei tuoi passi lunghi e decisi. All’attraversamento pedonale ti giri e mi saluti con un ciao, perché neanche tu conosci il mio nome, saluti questa faccia che hai già visto altre volte mi fai un grosso sorriso, che non mi rende felice perché è lo stesso sorriso che fai a tutti... tu sorridi sempre a tutti.
Per quanti giorni ho sbuffato nel fare il solito tragitto per e dalla stazione... e quante volte trascinavo i piedi... oggi invece mi hai portato in stazione e io mi sentivo come una 15enne.

E sembrava che tutto fosse lì per noi, che neanche so come ti chiami.

E io ora mi sento brutta e goffa, mentre stiamo viaggiando verso il mare, tu nel treno appena dopo il mio, separati e uniti.
Vorrei essere bellissima e vorrei essere simpatica ed estroversa, vorrei .... mi sento inadeguata e senza strumenti, mi sento debole.
Mi appoggio alla colonna del portico del binario 2, so che non ho motivi per avvicinarmi e parlarti. Arriva il treno. Scende la gente, ma io neanche la vedo e, mentre mi sollevo con sforzo su quegli scalini altissimi del treno, penso a te che sei per me bellissimo e penso che non so neanche io tuo nome.

Trenta trentini, andarono a Trento tutti e trenta trotterellando...



In neretto: le parole tramite le quali LUI si può riconoscere.

venerdì 16 febbraio 2007

in ogni cosa che faccio ci metto l’anima

Ho sempre sputato sangue sui miei impegni ed in ogni cosa che faccio ci metto l’anima, tutta me stessa, e se non ne ho voglia, sono di cattivo umore certo, ma sono ligia al dovere... prova a prendertela con quelli che svicolano tutti gli impegni, con quelli che fanno finta di lavorare, con quelli che se ne fregano.... il pressappochismo e la cialtroneria.

Sapete cosa c’è.... io sono l’unica che ha preso il massimo del voto dell’esame X.... la mia ricerca bibliografica su internet l’hanno usata in quattro per farci sopra la ricerca! E allora.....


Voglio stare sola.... sola, e non m’importa di cosa direte. Ho paura di guardare lontano, ho paura della strada che devo affrontare. E non ne ho voglia. Sono stanca.

lunedì 12 febbraio 2007

Affrontare

Avete presente i campioni di snow-board quando si caricano appena prima della gara ascoltando a tutto volume la musica col lettore mp3 nascosto fra le cerniere della giacca?
E poi si buttano giù sopra quella tavola e saltano a destra e a sinistra, cercando di far vedere che sono i più bravi, ma in realtà cercano solo di non ruzzolare giù?
Ecco. Così io affronto questi giorni e l’appuntamento del 15 mattina.
Mi carico con la musica e mi lancio giù in un salto, cercando di stare in equilibrio e di non ruzzolare giù. Dopo aver studiato 2 giorni di cose inutili, stamattina mi sono caricata con questa canzone.
Ora non mi resta che lanciarmi nel vuoto: alzarmi in piedi e fare uno scatto.
Se ruzzolerò giù, si farà male il mio orgoglio. Non nascondo che ci rimarrò male. L’importante è non scendere tutto il percorso con la schiena...

giovedì 1 febbraio 2007

Tutto bene

Sapere quale è il problema? è che io metto il cuore in tutto quello che faccio.
Tante persone se ne fregano. Gli altri, io no! Quando faccio qualcosa metto tutta me stessa...
Devo sempre metterci tutta la mia passione... in tutto quello che faccio e nei rapporti con gli altri!
per poi cadere vittima dei furbi, degli egoisti e degli egocentrici.


Poi succede che se le cose non vanno bene, ci rimango male! e ci soffro...
Finisce sempre che pago sempre in prima persona!!!
cosa devo fare? fregarmene? far finta di niente?


Gregory house dubbioso

Non so.
....................................................................................................

giovedì 23 novembre 2006

Episte

Grazie al Prof. Roletto per la lezione di oggi.
Non dimenticherò.

domenica 5 novembre 2006

Cambio di template

ne avevo le palle piene di quelle palle.
é periodo di cambiamenti.... e DI GIRAMENTO DI PALLE!

Si sà che il blog è la nostra casa su internet, e quando c'è qualche cosa che non va,
io ho voglia di cambiare tutto.
Lo faccio con la mia stanza da letto e lo faccio con il template del blog.

Si sà che quando una donna vuole cambiare se la prende con i capelli...
(lo dicono gli psicologi).
Visto che io ho i capelli corti e non me la posso prendere con loro cambiando pettinatura, me la prendo con il blog.

l'alternativa era:

  • colorarsi i capelli di verde
  • cambiare il colore al blog.

Cosa dite, vi piace questo nuovo aspetto o preferite il vecchio?


Mauro rispondi anche tu... che lo so che ci sei! :-))

Non so decidere. Ah! Come è brutto essere INDECISA, eternamente indecisa.... e faccio così anche per i vestiti... con sommma disperazione delle commesse!

PS: Come avete visto ho cambiato anche il nome mio! ma sono sempre io, ...PURTROPPO! solo che Nany è più dolce e coccoloso...

martedì 31 ottobre 2006

..fuori da ogni umana immaginazione

....fuori da ogni umana immaginazione: come dico sempre io.

adesso va a finire che io devo ANCHE fargli il poster per il congresso...
Oh, ma siamo matti?

"Guarda, fai tu il poster perchè gli altri non ci capiscono niente!" mi dici (mentre io ormai sto facendo tutt'altro e ho la testa altrove)
Ma non so se ci rendiamo conto....
Sergio Castellitto è Franco Elica in Il regista di Matrimoni
é come chiedere a Franco Elica di tornare a finire il film sui Promessi Sposi perchè gli altri non ci capiscono...

Franco Elica cosa risponderebbe?
Numble numble.... ci penserò... [si accettano consigli]

Tornerebbe a fare quel film da cui è fuggiro, o manderebbe tutti a fareinc.... ?


«Qui è un regista che a un certo punto abbandona una situazione cui non crede più (sta girando un film dai Promessi sposi). Capita in Sicilia dove incontra uno che fa i filmini dei matrimoni, capisce che non gliene frega più niente del suo lavoro e che la sua avventura umana viene prima dell'essere registaMarco Bellocchio (tratto da una intervista appena trovo il link ve lo scrivo...)


Technorati Tags:

mercoledì 25 ottobre 2006

Nebbia e pioggia

...oggi

Oggi, vado e torno

Nebbia.
Inizia a fare freddo.
Io ho nausea.
Non sto bene, Optalidon e Aulin. L’altro ieri ho preso freddo, camminando sotto la pioggia.
Un bimbo mi sorpassa saltellando su un piede solo.

Stazione.Aspetto il treno.

Avete mai notato la camminata delle persone?
Vi siete mai fermati ad osservare la camminata delle persone?
Oggi in stazione, seduta ad aspettare il treno, non avevo niente da fare e guardavo l’andirivieni delle persone.
La postura e i movimenti delle persone sono unici: chi sta gobbo, chi guarda dritto in avanti, chi lascia la testa verso il basso, chi cammina con i piedi verso l’esterno e ciondola un po’. Il passo fiero degli scarponi del poliziotto, la signora trascina i piedi.
Mi sono sempre chiesta che passo ho io e che postura ho mentre cammino, come mi muovo.
Come io intuisco la personalità della persona dalla sua camminata, così io esprimo me stessa con la mia camminata. Ma non mi sono mai vista camminare... e non ho idea che effetto faccia: quale sensazione posso dare agli altri con la mia postura. Indecisa, timida, emotiva, insicura, lunatica, buffa?

martedì 10 ottobre 2006

Sai che cosa è un sogno?
Il coraggio dei sogni spesso sono andata a cercare, in giro, lontano, scappando, sparendo da tutto e da tutti, tornando. Il coraggio dei sogni non lo trovi..... ti arriva, senza cercarlo.

Mi sono lasciata tutto alle spalle.
Ho lasciato tutto. Ho lasciato il mio lavoro, rischiando... ma io so che ho un motivo, ho una motivazione forte.
Ho gettato il cuore dietro l’ostacolo, ora devo solo andarlo a prendere..... Non posso più tornare indietro, ho tagliato volutamente tutti i ponti.
Il mio cammino è iniziato.

La perdita del lavoro assomiglia alla perdita dell’anima, è la cosa più crudele

La perdita del lavoro assomiglia alla perdita dell’anima, è la cosa più crudele

Gianni Amelio tratto da intervista... Gianni Amelio
Il vizio del cinema Salerno, 29/04/2004 - Reflections - Vincenzo Mazzaccaro
.....La perdita del lavoro somiglia alla perdita dell'anima, è la cosa più crudele che possa accadere ad una persona, e oggi è purtroppo di grande attualità, ma un film purtroppo non può portare che una piccola goccia d'acqua nell'oceano. Io sono un privilegiato, so che il lavoro costa fatica ma se non facessi il mio mestiere non cascherebbe il mondo, ne cercherei un altro. Ma so quello che è successo a mio padre quando ripetutamente ha perso dei lavori precari quando aveva già una certa età prima del cosiddetto boom economico, ha trovato modo di sistemarsi solo negli anni '60 ma i 20 precedenti sono stati terribili ed io me li ritrovo davanti ogni volta che sono davanti ad un problema concreto.

giovedì 17 agosto 2006

L’hai voluto tu

L’hai voluto tu, perché io non sono cattiva come hai sempre voluto farmi credere e come volevi far credere agli altri.

L’immagine di te e della tua irritazione riaffiora, quando io sono arrabbiata e mi spaventa.
Non voglio comportarmi come te.

Voglio strappare questa mia reazione dal mio comportamento istintivo.
Perché tu hai creato i miei fantasmi di oggi che mi porto dietro, perché tu me li hai lasciati come eredità. Quella che sono ora è solo il ricordo del passato, i suoi prolungamenti... quel lungo e doloroso processo di autoliberazione.
Tu hai preparato il terreno per la mia catastrofe interiore.

Per nascondere le tue mancanze, dai la colpa agli altri. Rigiri sempre la frittata e sei molto brava a farlo. Su qualsiasi argomento rigiri la questione, in modo che tu hai sempre ragione e io ho torto.
Ho sempre mal sopportato quel tono di verità inconfutabile con cui sentenzi le tue frasi, le tue opinioni su persone e avvenimenti.
Le tue parole cadono come delle MANNAIE, anche quando dici: —Faccia quello che vuole. Lo dici con disprezzo e odio, si capisce che in realtà stai dicendo: —Al rogo, al rogo!

sabato 12 agosto 2006

La sfilza dei perchè

perché... perché?
ti sei mai domandato perché ci chiediamo tanti perché...
perché gli altri vivono e io sto invece sto qui e mi chiedo il perché.
Perché che dicono “basta che se te stessa” come se fosse facile...
hai mai visto il casino che c'è in me?
perché c'è questo sole oggi che fa risplendere le colline e tutto sembra con i contorni nitidi e precisi.
Perché oggi in cielo c'erano nuvole soffici. Quando in cielo ci sono nuvole bianche e gonfie, io sono felice.
oggi in cielo ci sono le nuvole di Haidi e io mi ci perdo a guardarle, mi ci perdo gli occhi, io...

Perché oggi abbiamo portato a casa un un cane e prendersi cura di una vita è meraviglioso. Perché il mio gatto mi sta dormendo a fianco e il calduccio del suo corpo accanto al mio mi fa sentire invincibile.
Sento il suo peso sul fianco, la sua presenza , con lui vicono nella notte mi sento bene, mi sento forte.
Lui mi sta accanto perché vuole starmi accanto.

PERCHÉ HO FATTO UN PASSO IMPORTANTE, HO TAGLIATO I PONTI E ORA INDIETRO NON SI TORNA.

Perché mi sento sola a volte, e allora mi chiedo un sacco di perché.

Perché solo che ho un mucchio di difetti, e che non riuscirò mai ad esprimere tutte le cose belle che ho dentro.
Perché devo cercare quel delicato punto di equilibrio fra l'accettarmi così come sono e il voler cambiare gli aspetti del il mio carattere che non mi piacciono.
Perché ci sono anche le cose in te che non vuoi cambiare, mentre ci sono altre sfaccettature che intuisci non vanno bene, non riflettono bene la luce: vuoi provare a smussare le e levigarle.
Perché il cane sta abbagliando in giardino ai daini e ai cinghiali che vengono a mangiare e nel frutteto e i miei campi vicini.
perché stanotte
perché sono come un albero, certe volte maturo dei bei frutti, mentre a volte i bruchi mi mangiano e io ne soffro.
Perché stanotte c'era luna piena.

venerdì 11 agosto 2006

Dicotomia

Dicotomia. DOPPIO

e alle volte mi sento così dicotomica.... da spezzarmi in due! ma ora ho imparato a fare l'equilibrista, ogni tanto barcollo un po'... ma tutto lo fanno (solo che spesso non lo dicono).
La grandezza della persona sta nel recuperare l'equilibrio.
Sono una equilibrista che vacilla, oscilla.... tentenna, ondeggia. E resisto, sto in bilico nella dicotomia.

sabato 22 luglio 2006

A proposito di umorismo....

Io sono una di quelle che ascolta sempre Viva Radio 2 di Fiorello.
E sono una di quelle che ha comprato il CD, solo per dare il mio contributo a farlo arrivare 1^ in classifica...
Mi ricordo che ho acquistati il CD nella cartolibreria del mio paese, un negozio che fa un po' di tutto.
Intanto che ero al banco per pagare il CD ho trovato in un angolo dei magnetini da appendere al frigorifero...

Visto che io ho una passione sfegatata per questi magnetini a forma di gatto, tartaruga, e con le immagini degli animali....(colleziono quelli a forma di tartaruga, delfino e gatto..... i miei animali preferiti) mi sono avvicinata e ho curiosato in po'....
Fra i tantissimi magneti quadrati di plastica mi colpisce uno con una gallina in primo piano che sta attraversando la strada con un’auto in secondo piano. La scritta recita così:

SAREBBE MOLTO DIVERTENTE SE TUTTO CIÒ NON STESSE ACCADENDO A ME

In un baleno ho pensato al film L'ora di religione, al libro Il diario di Britney Jones, alla canzone Sally..... Un giorno vi spiegherò i motivi.

E mi sono detta: “NO, non ci posso credere! È mio! È stato fatto apposta per me! Devo prenderlo! Quella sono io!”

E così, ora questo gallina-magnete troneggia attaccata al mio computer a ricordarmi questa frase, che io ritengo un concetto pirandelliano per eccellenza.
Tutto dipende se SEI la gallina o se sei un osservatore al bordo della strada.

Tutto dipende dai punti di vista... la realtà è diversa a seconda di dove si pone l’osservatore. Lo diceva anche Albert Einstein: ...dipende tutto da dove si pone l’osservatore! Ognuno ha il suo punto di vista.

Luigi Pirandello ci insegna che “LA VITA è TUTTA UNA COMMEDIA”

Certo ci sono i grandi dolori e le grandi gioie, ma per il resto bisogna
saper "relativizzare" tutto.

Io penso che l’ironia non
è una cosa superflua, ma può essere una grande arma di sopravvivenza.
Bisogna cogliere la dimensione gioiosa della vita.
Prendo la vita con un sorriso, perchè penso che l’ironia e la autoironia sia la chiave per aprire tante porte, la “risata” è terapeutica, una medicina.
Per cui la vostra GALLINA vi saluta...

"Io che mi do del laico, ho scoperto che saper far ridere è un dono di Dio. Se smettessi commetterei un peccato". Gigi Proietti (In una intervista di Valerio Cappelli "Corriere della sera", 30 ottobre 2000)

sabato 1 luglio 2006

La perdita del lavoro somiglia alla perdita dell'anima

Mio padre, precario a vita

Ora sta lavorando a "La stella che non c'è", il film intepretato da Sergio Castellitto e prodotto da Cattleya e Rai Cinema che girerà in Cina a fine anno tra Shanghai e la regione del Sezuan...
La storia prende spunto da "La dismissione" di Ermanno Rea, il romanzo che ricostruisce l'ultimo atto dell'Ilva di Bagnoli, la grande acciaieria di Napoli, smantellata nel corso degli anni '90 dopo quasi un secolo di vita, simbolo macroscopico della sconfitta della cultura operaia della solidarietà e dell'etica del lavoro. La sua lenta agonia è raccontata dal punto di vista di Vincenzo Buonocore, un ex operaio diventato tecnico delle colate continue, chiamato a sovrintendere allo smontaggio dell'impianto destinato ad essere trasferito in Cina. Nella sceneggiatura, scritta con Umberto Contarello, ho operato dei cambiamenti ambientando la storia in Cina come ideale prosecuzione alle vicende del romanzo. Ermanno Rea ha apprezzato la trovata pentendosi un po' per non avere scritto "La dismissione 2".
La perdita del lavoro somiglia alla perdita dell'anima, è la cosa più crudele che possa accadere a una persona e oggi è purtroppo di grande attualità.
Io sono un privilegiato, ma mio padre ha vissuto di lavori precari quando aveva già una certa età, prima del cosiddetto boom economico. Sono stati anni terribili ed io me li ritrovo davanti ogni volta che affronto un problema concreto. .....

GIANNI AMELIO (regista) brano tratto dall'intervista
Mio padre, precario a vita