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domenica 1 aprile 2007

Mamma nel cuore

Io ho una zia eccezzzzzionale, sapete! Una donna fantastica. Sensibile e intelligente. Moderna e raffinata, ma nello stesso tempo naturale e fantasiosa.
Ieri pomeriggio, mi ha chiamato al cellulare perchè non stava bene, io sono entrata alla riunione di lavoro subito dopo aver parlato con lei, e , come se la sua forza e il suo affetto mi fosse rimasto addosso ho fatto un ottima figura, perchè e solo perchè avevo nel cuore lei. Parlavo e spiegavo, ma la mia testa era ancora al telefono con lei. Lei, la mia ziona, che mi trasmetteva la sua elegenza e la sua raffinatezza nel parlare, non ostentata, ma naturale.
Ho una zia eccezionale che io chiamo - mamma nel cuore- ed è grazie a lei se ieri pomeriggio è andato tutto bene e ho fatto un "lavoro molto molto buono" come lo ha definito l'uomo con l'accento spagnolo (vedi post).
...é grazie a lei, se ho ricevuto e dato abbracci forti

Ora non sta bene, e io sono preoccupata.

martedì 27 marzo 2007

Sorella

Sorella, ti voglio bene.

lunedì 5 marzo 2007

lode + ? ... -2

Ho finito ieri sera... ho stampato da mia sorella, disturbandola all'ora di cena, con un buon profumo di pizza che si spandeva per la casa e una bimba seduta sul seggiolone con l'acquolina in bocca..
Ho voluto chiudere il cerchio, uno dei tanti della mia vita, un cerchio iniziato 20 anni fa.
Non mi sento all'altezza, ma vado avanti.
Ho chiuso un cerchio, che aspettava aperto da tanti anni, e mi sento soddisfatta.

Non sono preoccupata, niente. Non sono emozionata, niente. Sono presente a me stessa. Ho fatto come i grandi attori che salgono sulla scena e improvvisano. Sono andata là e ho liberato il cervello dai pensieri... ho improvvisato quello che sentivo!

[Personaggio1] -Hai preparato l'argomento a scelta?
[Io] -No, non fo fatto niente! Ma io vado là e improvviso... come i grandi attori che inventano sul momento... salgono sulla scena e ...
[Personaggio1] -Il problema è essere un grande attore!

Con un canovaccio dettato dall'argomento.
Sono un grande attore sulla scena che improvvisa e incanta la scena...
Lode!

(Applausi)......

mercoledì 21 febbraio 2007

Vorrei essere lì con voi

Mi sorella è fortissima!!!
Ho ricevuto ora questa mail dal mare, dove passa il carnevale con le bambine, le mie adorare nipotine!


[ oggi è nuvoloso , ma presto usciremo per lanciarci nell'avvenyura del parco giochi .
se l'anno scorso sembrava faticoso ormai è mille volte di più, perchè Marta salta da un gioco all'altro con gli amichetti e Emma , da vera made in testona, va dove vuole lei , facendo quello che ha deciso di fare e spostandosi da un gioco all'altro con una velocitò supersonica, facendoci correre o sentendo esclamazioni del tipo "signora!!!! la bambina?!"
anche nell'appartamento le cose sono notevolmente cambiate: sportelli aperti , ogni centimetro sondato, morsicate ove è possibile e per fortuna non può andare sul terrazzo, ma vedrai che questa estate....
ora vado perchè marta vuole il puzzle di Clifford... ]

E ho ricevuto questa cartolina... mi sono sciolta!!

venerdì 17 novembre 2006

Sorella

Sorella.

Ripenso a quando a Milano mi sono messa a piangere al telefono con mia sorella, e lei talmente agitata voleva prendere la macchina e venire da me. Non sono una che piange invano, e per lei è stato scioccante, la capisco: io ai suoi occhi sono sempre stata la sorella più grande, quella “forte”, il punto di riferimento sestante
ma io avevo così bisogno di sentire vicino qualcuno, una voce conosciuta e parlare delle cose nostre normali, abituali e consueti, col nostro linguaggio. Perché, in fondo, sono queste solite cose quotidiane che fanno i legami più stretti e importanti, e quando sei via, lontana, ti mancano e ti sembra che tutto ti manchi.
Ripenso ai giorni di Milano, a come stavo appassendo a poco a poco, come una pianta senza acqua.
Bhe! mi è bastato sentirmi dire: Oddio, non posso sentirti così, io adesso prendo la macchina e vengo da te. Alle volte basta sentirsi dire questo, cioè sentirsi amati per farsi coraggio da soli. E io di lei mi fido, perchè abbiamo un legame che va oltre alle parole, è fatto di sapere inconscio, e di comprensione interiore, derivata da aver vissuto le stesse cose e aver percorso la stessa strada, anche se poi ognuna è sopravissuta secondo la sua indole. Mi fido di lei perchè mi ha perdonato le cose imperdonabili, e io questo non lo posso dimenticare. Per questo ritengo sia la persona in assoluto che mi vuole più bene.

Io una volte le ho detto: La fortuna in amore che dovevamo dividere in due, l’hai avuta tutta te. Lei si e sminuita, minimizzando.
Ma io sono contenta per lei. Sento sincerità in me quando penso che non sono invidiosa. Non potrei mai essere invidiosa di lei, perché tutto quello che accade di bello a lei, è bello anche per me. Come se accadesse a me.
Io mi fido di lei, perchè ride quando la prendo in giro.
Perché di notte parla nel sonno, non in italiano come le persone comuni, ma in una lingua che non assomiglia a nessuna delle lingue conosciute, e ti mette paura....
Perché una persona che parla nel sonno è normale, ma deve farlo nella sua lingua madre, non in una lingua sconosciuta che assomiglia solo ai suoni degli alieni in X-Files.

Perché si trascina dietro un passeggino con uno zaino sempre strapieno all’inverosimile, anche se deve fare 100 metri. Ho notato che le altre mamme non avevano zaini grossi, oppure si portavano solo poche cose. Un giorno, stufa del peso, ho voluto svuotare lo zaino del misterioso contenuto. Però lei rideva quando mi ha detto che un triplo cambio e un lenzuolino del letto potevano sempre servire...

Perché quando si rivede nelle foto si deprime per le sue forme di mamma mediterranea, e ti spiega che lei in realtà si immagina con il corpo della indossatrice della pubblicità della Calzedonia nel giornale che sta sfogliando.

Perché quando eravamo bambine, lei era appassionata del film Piccole donne e mi chiamava sempre Jo. Mi diceva sempre, quando mi vedeva impennare con la bici da cross: Vedi, io sono come Meg, e tu sei come Jo! E non se la prendeva quando io le rispondevo: E chi sono ‘ste qua?
Perché ha un influsso speciale per mandare in crack windows. Sembra incredibile... ma io ormai rido quando mi telefona disperata che il PC non risponde più, io so che è una stupidata, ma lei si dispera tanto che..... è più un crack del PC. Mi fa ridere tantissimo.

Perché una sera siamo state a SENTIRE il film di Harrison Ford, “Il testimone”, nella tv in cucina, vedendo solo righe e interferenze. E ci sembrava la cosa più bella del mondo il solo poterlo sentire.

Perché quella volta che a Camogli sulla spiaggia sono stata completamente bagnata da un’onda, nel fuggi fuggi degli altri bagnanti, tu hai cercato di avvisarmi....
Io talmente immersa nella lettura di “L’uomo che sussurrava ai cavalli” non mi sono accorta di niente. Concentrata, il libro mi aveva talmente rapita che solo dopo mi sarei accorta che alcune gocce cadevano dai capelli sulle parole e sulle pagine.
Tu sei quella che si preoccupa e si agita, io sono quella che è ....
Perché ieri ridendo mi hai detto sottovoce, quei sassi qualche volta ti arrivano sulla testa. Sono quelli che io chiamo i sassi santi, che la nostra genitrice ha raccolto personalmente sulle sponde del mar morto. Ti ho sentito simile a me, anche se tu sei sempre stata la bambina buona che faceva tutto bene, e io la pecora nera che faceva tutto al contrario, e per quello cattiva. Non mi aspettavo che anche tu ci ridessi sopra di gusto.

Perché ti ricordi ancora quando da piccole la nostra cena preferita era il “mica male”, cioè toast immerso nel latte. Che non ti piaceva, ma appena assaggiato hai detto: Mica male!
Perché ridi ogni volta che inciampo in uno scalino alto solo un millimetro: dici che quando cammino non alzo i piedi da terra e tutti i piccoli scalini sono i miei!
Perché insieme abbiamo passato la più bella vacanza della mia vita nell’estate del 1998 a Camogli. Perché continuiamo ad essere, nonostante il passare del tempo, tu come Meg e io come Jo.
Perché la faccio ridere quando le chiedo se
Perché ogni tanto esce con certe frasi, causando l’ilarità generale:
“Vi è mai capitato di avere IDEE GENIALI prima di addormentarvi e poi la mattina non ve le ricordate più?”

Penso a te, che a volte mi sembri così diversa e lontana da me, e a volte mi assomigli così tanto.

Sei quella che non capisce niente di computer, sei quella che nelle emergenze si agita e perde la testa, mentre io divento impassibile e fredda. In questo siamo all’opposto.
Tu sei impulsiva, io emotiva.
Tu rassegnata, io ribelle, sempre e comunque, a costo di sbatterci la testa.
Non mi arrendo, non VOGLIO arrendermi al conformismo.

In realtà, il mio sogno era quello di lavorare in quella cartoleria con gli scaffali in legno, il banco pieno di matite colorate e i fogli da disegno ruvidi.
Sorella.
- Che cosa vuoi fare da grande?
- La pugilessa.
- Ma non esistono donne pugilesse!
- E allora, io sarò la prima.

venerdì 22 settembre 2006

Oggi con te

Officina, scatole Mellin originali anni 70 (di latta), polvere e unto, macchine per tagliare, piallare, filettare, svuotare. Odore di ferro, sporco, carta e il porta rotolo che ti ho regalato io.

domenica 13 agosto 2006

Ci sono cose che non si possano dire a parole.

Ernesto Picciafuoco Film L'ora di religione (Sergio Castellitto)
Ci sono cose che non si possano dire a parole (alias Koda fratello orso).

Siamo tre persone indecise. Sempre, estremamente. Ognuno di noi tre fratelli nella diversità dei caratteri e inclinazioni, é accumunato da una forte indecisione di base, questo ci lega e ci accomuna.

Io ho riconosciuto in te, Ernesto, lo sguardo con cui ho guardato mio fratello che diceva: “io sono sempre indeciso!” C'era rabbia nella sua voce, rabbia per una educazione imposta e repressiva che ha causato in noi danni di cui ancora oggi e forse per sempre pagheremo.
Per un attimo volevo abbracciarlo, il mio fratellino, come tu hai abbracciato il tuo fratellone, Ernesto.
Perché io so, noi sappiamo da dove viene quella personalità indecisa, incerta, ansiosa.
Tutto per noi è provvisorio... tutto è “aperto”, indefinito. Tendiamo a procrastinare le decisioni.

Un abbraccio che divida e mescoli la nostra comune debolezza.
Un abbraccio che sostenga e sollevi la nostra indecisione, che ha gli stessi natali e che ci rende zoppi. Ci fa fare tanta fatica in più. Ci fa perdere del tempo. Ci fa fare giri astrusi. Ci fa vedere gli altri come se avessero una marcia in più.

Ognuno di noi ha il suo modo di ribellarsi...

ad una donna ingombrante che imponeva ciecamente, che tarpava le ali,
che non permetteva di diventare ed essere se stessi,
asfissiandoci col suo modo di vedere “col paraocchi”...
Così si impedisce ad un figlio di sviluppare quella sicurezza in sé stesso,
che poi è la vera forza.

Fratellino. Tu laureato in economia perché occuparsi dei soldi e delle ricchezze materiali è il tuo modo di ribellarsi. Come Egidio.
Io che “combatto” come Ernesto. Io , la pecora nera, la bimba cattiva...
E nostra sorella, che per il quieto vivere si è rassegnata, per sopravvivere si è arresa. Come Ettore.

Io VEDO le due debolezze, fratello, e tu vedrai le mie...
Anche se non ce lo diciamo mai.

Ernesto Picciafuoco Film L'ora di religione (Sergio Castellitto)

lunedì 31 luglio 2006

Una parte di me

Biglietto che mia sorella mi ha lasciato sulla scrivania...

Oggi ho ritrovato un vecchio biglietto che mia sorella Carla mi ha lasciato anni fa in camera...
è stato meraviglioso per me leggere le parole della persona che mi sconosce più di tutte, e descrive le mie cose!
per la prima volta in vita mia mi sono vista come MI VEDONO GLI ALTRI, DALL' ESTERNO.... io sempre così impegnata a guardarmi dentro.... mai avrei immaginato di "aleggiare con uno spitito da favola"

Sono venuta mar e merc a lavorare al tuo computer mentre aspettavo lo zio Rocco e .... non resisto!! ... ho visto il tuo letto sfatto e.... al lavoro!
Ma mi chiedo: tu chi sei? Tutta la tua camera è improntata, anzi vi aleggia un'atmosfera da "MIlle e una notte" e tu quale personaggio interpreti?
La principessa nel giardino reale, il genio della lampada o il ladrone... ma?!
Sicuramente quel pollicione del piede rivolto in su è un indizio!!