giovedì 7 settembre 2006

Natascia e la Luna Piena

Ho acceso la tv su La7 perché interessata a seguire il film "I picari" di Mario Monicelli. Invece era in onda l’intervista alla ragazza Natascia. Non ero interessata alla cosa, non amo quella curiosità morbosa di cui tante volte la tv si ciba. Ma lo sguardo e la pacatezza di questa ragazza mi ha colpito.

In studio c’erano esperti di psicologia che commentavano. Io in realtà stavo facendo tranquilla i miei lavori in camera, rimettere in ordine le cose che nella giornata prendi e mai rimetti a posto, i panni asciutti, quelli da lavare, i vestiti abbandonati e dimenticati, il gatto che ha fame... quando sento:

-Nella postura si nota una rottura ogni volta che parla della madre...
-C’è un aspetto fondamentale di questa ragazza forte ed eccezionale, rimate il fatto di questo conflitto genitorale.... il conflitto materno per un soggetto femminile, comporta un conflitto di RUOLO con se stessa e la costante sensazione, sempre, di non essere OK.
Stefano Benemeglio, docente psicologia analogica.

Queste parole, dette da una persona che si chiama Benemeglio devono essere per forza positive e curative.
Ma le sue parole mi hanno trapassato la testa e sono andate a infilzarsi nei punti più profondi del cervello:

il conflitto materno per un soggetto femminile,
comporta un conflitto di RUOLO con se stessa e la costante sensazione, sempre,
di non essere OK.

Ho percepito questa frase acuminata andare dritta e centrare il mio “sistema limbico”, l’ippocampo del mio telencefalo. E hai una buona mira, dottor Benemeglio, o sono io che sono un ottimo bersaglio?


Domanda -Come hai imparato a gestire la solitudine?
Risposta di Natascia -Io non ero sola. Nel mio cuore, c’era sempre la mia famiglia ....
Mio pensiero -Sei giovane e sei riuscita a diventare una ragazza forte, sono sicura, Natascia, che diventerai una donna equilibrata.


Avevo un mano un bicchiere, mi è caduto dalle mani... si è rotto con un rumore acuto e forte.
E poi il silenzio dentro di me, mentre i commenti successivi mi arrivavano attutiti... ho cercato di fare qualcosa per smuovermi da quella immobilità che mi pietrificava, ho fatto i gesti che faccio tutte le sere per prepararmi ad andare a dormire, ho tirato le tende e volevo chiudere le persiane, ma:

Stanotte c’è la Luna Piena, tanto grande e tanto luminosa che rischiara il cielo a giorno, è una luce bianca e pura... Non si vedono le stelle, perché stanotte la luna è la prima donna. Ed è bellissima. È notte, ma sembra giorno, un nuovo giorno, per Natascia e per me.
.....certe volte le coincidenze sono degli appuntamenti,
solo che tu lo sai solo nell'istante in cui si verificano.....
e stasera sembra che ci siamo date appuntamento io, la Luna Piena in Perigeo e Natascia.....


Stanotte c'è la Luna Piena in Perigeo: la Luna nel suo massimo splendore nel punto più vicino alla terra.
Stanotte la Luna ci sta vicino. Cara Natascia, stanotte sembra che la Luna voglia star vicino a noi.

Ho imparato a piangere in silenzio.

Quanto male mi hai fatto. Quanto. Quanto ancora me ne porto dietro che il dolore non è riuscito ancora a consumare.

Capisci la differenza fra me e te? Tu cerchi di sentirti sempre inadeguato. E lo sbandieri come un vanto.... un po’ ti odio quando fai così.
Io sono sempre inadeguata, sbagliata, non all’altezza. Sempre. In qualsiasi momento sono sempre inadatta, in qualsiasi luogo, qualsiasi passo faccio. Con me stessa e con gli altri.

Capisci la differenza fra la finzione e la realtà? Fra il sembrare e l’essere?

Ho paura, Ho paura di scoprire, quanto male mi ha fatto, di scoprire quanto è profondo il fossato e quanto è largo.
Ho paura perchè il prof. Benemeglio non parlava solo di Natascia, ma anche di me, e insieme a quel bicchiere si è rotto qualcosa di più fragile e insostituibile.

Ho imparato a piangere in silenzio, solo con le lacrime.

Rovini sempre tutto.
Mi sento precipitare dentro questo fossato.
Ho paura, tienimi.
Perché quando ti toccano certe corde è come se facessero brillare la dinamite ai pilastri portanti di un palazzo. Quando ti toccano tua madre, ti buttano giù i pilastri portanti del tuo palazzo.
Come in quei scoppi in cui l’edificio, dopo la sequenza delle esplosioni, si affloscia DENTRO se stesso in una nuvola di polvere densa che si alza. Implode.
Questo è cadere dentro se stessi. Implodere e cercare di aggrapparsi a qualcosa che ti tenga a galla, che ti protegga dal botto. Qualcosa che ti copra.

Mi hanno sempre affascinato quelle spettacolari demolizioni degli eco-mostri, in cui le cariche esplosive, disposte attorno ai pilastri più bassi, vengono fatte brillare in serie, leggermente ritardare le une dalle altre,
bum bum bum bum
in un crollo programmato e calcolato al millimetro. L’edificio sta lì per un attimo, quasi incredulo, poi si affloscia.... perché quando ti toccano tua madre ti toccano i pilastri della tua vita.

Io ho rotto solo un bicchiere, stando a bocca aperta.. era solo un bicchiere... ascoltando, per caso, questo psicologo, dal nome che sembra inventato, Benemeglio.
Senza saperlo ha acceso la luce anche in una mia stanza buia. Bhe! quello che ho trovato in questa stanza non mi è piaciuto. C’è tanto disordine.... c’è la donna che avrei potuto diventare e che non sono.....

Perché io mi sento sempre così non OK? È colpa tua.

Riesci sempre a rovinare tutto, con la tua mancanza di tatto, con la tua ormai risaputa assenza di introspezione psicologica. Stasera hai rovinato il gusto del mio preferito yogurt al mirtillo, che di solito gusto come una leccornia.
È troppo tardi per fare la madre.
Lasciami precipitare.
Rovini sempre il gusto a tutto, alle mie cose preferite. Ho mangiato quello yogurt da brava bambina. Hai nutrito la mia inadeguatezza.

Ho imparato a piangere in silenzio.
Semplicemente implodere.

1 commenti:

Bald'n'Blonde ha detto...

ciao sono Alessandro volevo dirti che sono capitato per caso nel tuo blog e mi piace molto, mi sembra di essere a casa, sarà che ho alcuni interessi in comune a te, sarà che è il blog che avrei fatto io se avessi tempo di scrivere come anni fa, ma la vita cambia e anche le abitudini, e i tempi a disposizione, ma non le passioni! scriverei tanto anch'io come te, e al tuo modo: in maniera leggera che pare leggera, ma che mostra la tua sensibilità.
insomma.. complimenti, e magari ci vediamo in giro, oppure ci conosciamo già, visto che simpatizzo molto per i marcovaldi, e suono con eli, si sono il socio http://baldnblonde.blogspot.com e http://www.bolt.com/aledog un abbraccio!